Ti trovi in:
Home » Paesi di intervento

Sud Sudan

| Progetto aperto

Missione

SUD SUDAN
Lun, 03/30/2015

Il Sud Sudan è il più giovane tra gli stati africani, il 193° Stato Membro delle Nazioni Unite e il 54° a far parte dell’Unione Africana. Si è cominciato a formare durate una lunga guerra civile, una delle più durature e devastanti del continente, divenendo indipendente dallo stato del Sudan il 9 luglio 2011.

Le due lunghe guerre civili (la prima dal 1955 al 1972 e la seconda dal 1983 al 2005) hanno lasciato il paese in condizioni disperate e di sotto sviluppo, senza infrastrutture e con la maggior parte della popolazione priva anche dei più basici beni di prima necessità. Il Trattato di Pace, “Naiyasha Agreement”, firmato nel 2005, ha leggermente migliorato le drammatiche condizioni di vita nel paese, che tuttavia rimane ancora uno dei più poveri paesi nel mondo, ma l’obiettivo finale di un ritorno alla normalità è ancora lontano.
  Dopo il referendum del febbraio 2011, nel paese si è cominciato a costruire una struttura democratica e il 9 luglio è stata proclamata l’indipendenza del paese in presenza del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon e un gran  numero di capi di stato, tra i quali anche il Presidente sudanese Omar el Bashir.

Nel dicembre 2013, a Juba, sono scoppiati feroci scontri che ancora tutt’oggi persistono. La situazione umanitaria è drammaticamente peggiorata: dall’inizio dei conflitti nel 2013, sono 1 milione e mezzo gli sfollati interni  e più di 4 milioni di persone in stato di bisogno. INTERSOS sta concentrando il suo intervento nelle zone dell’ Upper Nile, Unity, Jonglei, Western e Central Equatoria, portando assistenza, supporto e protezione alle famiglie sfollate.

Contesto

L’emergenza nel Sud Sudan coinvolge  milioni di persone: la popolazione locale, i rifugiati e gli sfollati interni (IDP).

 La popolazione locale è divisa in molte tribù con lingue, tradizioni e tratti somatici molto diversi tra loro, e trae la maggior parte del proprio sostentamento dalla pastorizia e dalla agricoltura. La difficoltà più grande è senz’altro a reperibilità del cibo, causata principalmente dalla scarsità di risorse idriche. Inoltre l’andamento delle piogge crea un’alternanza di periodi estremamente secchi a stagioni con precipitazioni estremamente intense, che causano una decisa riduzione delle terre arabili e zone paludose di ampio raggio. In questo caso l’intervento umanitario è indirizzato alla costruzione di pozzi per l’acqua potabile, all’approvvigionamento di sementa e/o attrezzatura agricola e alla distribuzione di razioni alimentari per far fronte alle primissime necessità della popolazione.

  In aggiunta alla scarsità di cibo, bisogna aggiungere che vi è una quasi totale assenza di infrastrutture, servizi sanitari di base, linee di trasporto, reti energetiche ed in generale di tutto ciò che sarebbe necessario per fornire agevolmente il supporto richiesto, soprattuto per quanto riguarda le aree più remote del paese. L’assistenza umanitaria è garantita dalle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, come il World Food Program, il quale inoltre gestisce i servizi di trasporto aereo per portare in loco lo staff umanitario ONU e quello delle ONG.

 1 milione e mezzo di sfollati interni (IDP) è vittima delle violenze inter-tribali che hanno devastato il paese. La popolazione colpita si trova costretta ad abbandonare i propri villaggi e a poter contare soltanto sull’assistenza dell’International Organisation for Migration, delle Nazioni Unite (UNICEF, UNHCR, WFP, etc.) e delle ONG internazionali. INTERSOS fa parte di questo sistema di risposta all’emergenza, occupandosi in primo luogo a fornire ai gruppi più vulnerabili i servizi per l’educazione nell’emergenza, la protezione dei minori, il supporto contro le violenze su base di genere, la fornitura di acqua, materiali di sostentamento e servizi sanitari e di igiene.

  Dopo l’indipendenza dello stato nel 2011, più di 3000 rifugiati hanno lasciato il Sudan allo scopo di far ritorno alla propria città natale nel Sud Sudan. L’enorme afflusso di persone arrivate ai confini delle regioni tra il Nord e il Sud Sudan ha costituito una delle situazioni di emergenza più drammatiche. Durante il viaggio di ritorno, queste persone sono state esposte ad ogni tipo di rischio: scarsità di medicinali, inappropriato approvvigionamenti di cibo e acqua, violenze costanti perpetrate dai gruppo di combattenti irregolari che ancora controllano il confini tra il Nord e il Sud Sudan.

A causa dei violenti scontri scoppiati a Juba nel dicembre 2013, che tutt’ora persistono in molte regioni, milioni di persone sono state violentemente cacciate. Oltre 480000 sud sudanesi hanno trovato rifugio in Etiopia, Uganda, Sudan e Kenya. Le condizioni delle risorse umanitarie in questi paesi rimane critica e la crisi in atto ha avuto effetti destabilizzanti in tutta questa regione africana. All’interno dei confini sud sudanesi, oltre 100000 cercano di fuggire dalle violenze cercando protezione negli affollatissimi rifugi per la protezione dei civili (PoC) situati nelle basi delle Nazioni Unite. Inoltre, il Sud Sudan ospita 247.000 rifugiati proveniente dai paesi vicini (per la maggior parte dal Sudan). Le basi per il mantenimento della pace delle Nazioni Unite (UNMISS), che attualmente garantiscono protezione a milioni di civili, versano in condizioni umanitarie molto gravi poiché i campi sono sovraffollati a causa dell’imponente quantità di arrivi quotidiana.
Nonostante i difficile contesto operativo, INTERSOS continua a fornire assistenza e protezione alla popolazione colpita da questa crisi in Sud Sudan. Ma non basta, milioni di persone si trovano in situazioni tragiche avendo un’urgente bisogno di lenzuola, tende, teloni di plastica, cibo, acqua, vestiti, kit igienici e sanitari per evitare le epidemie.

Interventi in corso

Central Equatoria State
Dal dicembre 2013 lo scoppio degli scontri ha causato un’enorme numero di sfollati. A Juba, milioni di persone si sono rifugiate nelle basi delle Nazioni Unite per potersi salvare dalle violenze. Lo stato di sovraffollamento e le condizioni umanitarie peggiorano di giorno in giorno, colpendo soprattutto donne e bambini. In questa situazione, INTERSOS sta provvedendo all’assistenza delle persone che vivono nei campi. Abbiamo avviato attività di promozione per l’igiene per bambini e adulti con lo scopo di prevenire epidemie trasmesse tramite l’acqua, come il colera e la malaria. INTERSOS si occupa anche della promozione dell’educazione nell’emergenze all’interno dei campi di protezione per i civili. I nostri operatori lavorano ogni giorno all’interno dei campi per assistere e proteggere i bambini e le donne più vulnerabili, garantendo ai minori un abbiente sicuro e un’educazione adeguata.

Jonglei State (intervento iniziato nel 2006)
Dal dicembre 2011, le dispute inter-tribali, i disastri climatici durante la stagione delle piogge e gli scontri che avvengono tra le milizie ribelli, i militari sud sudanesi e gli allevatori, hanno delineato una situazione di emergenza nel Jonglei State causando milioni di sfollati. INTERSOS sono ormai 9 anni che è attivo in queste aree, coordinando la risposta all’emergenza tramite la distribuzione di rifugi e beni necessaria sostentamento. Inoltre ci assicuriamo che i bambini possano avere l’educazione più idonea possibile, provvedendo anche alla protezione di quelle donne, uomini e bambini in stato di vulnerabilità presenti nelle zone di Bor e Pibor.Dal 2015 INTERSOS si sta concentrando nell’area di Jonglei, in particolare nelle aree più difficili tra cui: Ayod, Nyirol, Uror e Akobo, tramite la partnership con CHF, Cooperazione Italiana, UNICEF, UNFPA e UNHCR. L’intervento include piani di protezione per i minori e contro le violenze su base di genere, di formazione sui servizi sanitari e l’igiene, di distribuzione di generi basici di sostentamento e rifugi di emergenza.

 Unity State
A causa  dei conflitti ancora in atto a Bentiu, più di 52.000 persone sono rifugiate nella base delle Nazioni Unite, dove noi lavoriamo per fornire assistenza alla popolazione sfollata tramite la distribuzione di rifugi e kit di emergenza. Lo staff di INTERSOS sta avviando progetti di educazione allo scopo di garantire ai bambini colpiti dai conflitti degli spazi sicuri  dove loro possono partecipare ad attività formative.

Upper Nile State (intervento iniziato nel 2011)
Dopo le violenze inter-etniche scoppiate nel dicembre 2013, più di 18.000 sfollati interni sono attualmente rifugiati nella base UMISS a Malakal. Qui lo staff di INTERSOS si occupa di fornire attività per l’educazione e ricreative per i bambini colpiti dall’emergenza, supportando gli insegnati locali con corsi di formazione e la riabilitazione delle strutture preposte all’insegnamento. Inoltre INTERSOS provvede ai servizi di trasferimento e protezione per assicurare assistenza a bambini e ai giovani più a rischio.

Western Equatoria State (intervento iniziato nel 2009)
Nel Western Equatoria State INTERSOS porta avanti attività per l’igiene e i servizi sanitari rivolte agli sfollati interni promuovendone la diffusione nelle comunità locali anche attraverso l’incoraggiamento nei confronti della popolazione alla costruzione, con i materiali disponibili in loco, di servizi igienici adeguati.

Intersos nel Paese

INTERSOS si trova in Sud Sudan dal 2006, quando è stata aperta la prima base operativa a Bor, capitaledel Jonglei State.

 Attualmente all’ufficio centrale di INTERSOS per il Sud Sudan a Juba si aggiungono le basi sul campo a Bor e Pibor dal 2006, a Yambio e Ezo (Western Equatoria) dal 2009, a Maban (Upper Nile State) dal 2011, a Bentiu e Nyeel (Unity State) sempre dal 2011, a Kuajok (Warrap State) e a Agok (AAA) dallo stesso anno.

Dal 2009 INTERSOS si occupa del supporto alle comunità locali tramite la ricostruzioni dei servizi per l’educazione e le comunità, fornendo programmi di formazione, in particolare a Jonglei. Nel 2010 INTERSOS ha avviato nel Western Equatoria interventi per l’igiene e i servizi sanitari insieme a quelli per la preparazione all’agricoltura. Nel 2011 sia nel Jonglei State che nel Western Equatoria State INTERSOS ha indirizzato i propri interventi nell’assistenza e la protezione degli sfollati interni tramite la distribuzione di beni necessari al sostentamento, corsi di formazione, programmi di educazione e promozione dei servizi igienici e sanitari. Nel 2012 ha esteso questo programma di intervento anche nelle zone dell’Upper Nile State e del Unity State. Inoltre, per quanto riguarda la protezione e la sensibilizzazione contro le violenze su base di genere, INTERSOS nel 2013 ha ampliano la sua azione verso le comunità di sfollati interni, rifugiati e comunità ospitanti nella Abey Administrative Area (AAA) e nella Warrap State. Contemporaneamente INTERSOS continua ad assicurare un’educazione adeguata a tutti i bambini colpiti dall’emergenza e a fornire rifugi e kit di sopravvivenza nel Jonglei State, nell’Unity State, nel Upper Nile State e nel Central Equatoria State.

Nel quadro dell’attuale crisi INTERSOS è immediatamente intervenuto nei settori di protezione e distribuzione di beni basici di sostentamento a Juba, nell’UN House e a Tongping. L’operazione è stata poi estesa anche a Bor, Malakal e Bentiu con attività focalizzate sulla protezione, sia contro le violenze su base di genere che nei confronti dei bambini, sulla promozione dei servizi igenico-sanitari e sulla distribuzione di materiali per la sopravvivenza e il rifugio.Si è concretizzata una forte partnership con IOM, UNICEF (di cui INTERSOS è un partner d’implemento), WFP, UNOCHA, UNMISS e con la stretta collaborazione con le altre ONG internazionali sul campo. Durante questi anni INTERSOS non si è solamente focalizzato sull’emergenza nel contesto sud sudanese, ma ha anche condotto campagne di aiuto e supporto a beneficio della popolazione tutta.

Dall’inizio di gennaio 2015 INTERSOS sta espandendo le proprie operazione nel Jonglei State andando a coprire nelle zone in cui si sono registrati livelli di sfollati interni elevatissimi, come Ayod, Nyrol, Uror e Akobo. L’azione in queste aree viene svolta in collaborazione con CHF, la Cooperazione Italiana, l’UNFPA e l’UNHCR. Gli interventi andranno si focalizzeranno sulla protezione per i minori, sulla tutela contro le violenze su base di genere, sulla distribuzione dei rifugi di emergenza e dei kit si sopravvivenza, sulla promozione dei servizi igienici e l’assistenza sanitaria.

Testimonianze

17 Feb 2011

COMUNICATO STAMPA
DOPO IL REFERENDUM

Si sono chiuse pacificamente le operazione di voto per il Referendum sull'indipendenza del Sud Sudan dal Nord del...

17 Gen 2011

"Stamattina a Bor sono arrivate 6 chiatte piene di persone di ritorno da Khartoum, dal Nord del Sudan. Sono scese lungo il Nilo, affrontando un viaggio di quattro giorni, e hanno...

11 Gen 2011

Il secondo giorno di voto si chiude, mentre il sole tramonta sul Sud Sudan, nella calma e in un clima di gioia e di festa. Anche oggi molta gente si è recata ai seggi,...

16 Apr 2010

Di Alda Cappelletti

Le recenti elezioni presidenziali e legislative che si sono svolte in Sudan tra l’11 e il 15 aprile scorsi segnano una tappa storica nella storia del...

13 Apr 2010

Il reportage di MATTEO FRASCHINI KOFFI

Lo scheletro consumato di una mano mozzata, le cui unghie sono rimaste perfettamente intatte, è inchiodato al tronco di un mango dall...

7 Set 2009

Di Alda Cappelletti, Coordinatrice Sud Sudan

Non accenna a interrompersi la spirale di violenze tribali che sta martoriando il Sud Sudan dall’inizio dell’anno e che ha...

Approfondimenti

6 Giu 2011

Turalei, Wunrock e Mayan Abun, i centri dove si registrano massicci arrivi degli sfollati, sono i villaggi dove sta operando il team d’emergenza di...

3 Nov 2010

Un intervento che porta assistenza umanitaria a circa 2.000 sfollati in una delle zone più remote e difficili da raggiungere del Sud Sudan. 
E' l'area della piccola citt...

Intersos ha svolto in questi giorni una missione preliminare nella zona di Yambio, in Sud Sudan, al confine con la Repubblica Centro Africana e la Repubblica Democratica del Congo per valutare le...

News

4 Mag 2015

La situazione già molto critica in Sud Sudan si sta fortemente aggravando e il rischio di un collasso economico aumenta di giorno in giorno. Infatti il paese, che da...

24 Lug 2014

Lo scoppio di un conflitto, l’inizio delle violenze e degli scontri armati sconvolgono irrimediabilmente l’esistenza di migliaia di persone: una guerra rappresenta sempre un...

7 Lug 2014

Per i bambini che vivono in paesi colpiti dai conflitti, l’istruzione non è solo un diritto fondamentale, ma rappresenta l’unica  opportunità di avere un futuro...

20 Giu 2014

Oggi vogliamo raccontarvi la storia di Tiger che da sette mesi vive in un campo per sfollati a Juba, in Sud Sudan.

 Tiger è un insegnante o per lo meno lo era prima che a...

21 Mag 2014

Il 20 Maggio 2014, la comunità internazionale si è riunita ad Oslo per discutere nuove strategie per affrontare la crisi umanitaria in Sud Sudan: in meno di cinque mesi dal...

29 Apr 2014

Il cielo è sereno oggi a Juba, dopo giorni di pioggia. Sarà una buona giornata.

 Il team di INTERSOS è pronto a partire: Anne, Zaynab, Susan e Raffaella...

18 Apr 2014

Non si fermano le violenze, che da dicembre 2013, insanguinano senza tregua il Sud Sudan.Dalle prime ore di ieri mattina, a Bor, nello stato del Jonglei, é stato registrato un violento...

22 Mar 2014

 Juba, Sud Sudan. Nel campo di Tongping vivono oltre 20.000 persone. Vivono qui da quando, a metà dicembre 2013, hanno dovuto abbandonare le loro case per mettersi in salvo dagli...

24 Gen 2014

È la prima buona notizia da quando a Juba sono esplosi, il 15 dicembre 2013, i violenti scontri che stanno insanguinando il Sud Sudan, provocando migliaia di...

20 Gen 2014

Da quando nel dicembre 2013 sono iniziati i feroci scontri armati tra fazioni rivali, in Sud Sudan la situazione umanitaria ha subìto un drammatico peggioramento. Gli...