Ti trovi in:
Home » Paesi di intervento

R.D.Congo

| Progetto aperto

Missione

R.D.Congo
Lun, 03/30/2015

Missione

Per anni, INTERSOS ha studiato e valutato la possibilità di intervenire nella Repubblica Democratica del Congo in modo da poter assistere la popolazione colpita dai conflitti armati. A seguito di diverse valutazioni e meeting di aggiornamento, l’organizzazione ha deciso di entrare dalla parte Nord Est del paese. Il primo intervento di INTERSOS è avvenuto nell’area di Doruma (distretto di Haut-Uélé, nella provincia orientale) alla fine del 2010 con un progetto di protezione finanziato da UNHCR. Quest’area è un confine diretto con il Sud Sudan dove INTERSOS interviene come attore umanitario dal 2006. Nella regione il problema principale sono le conseguenze lasciate dagli eventi violenti (come rapimenti, saccheggi, richieste di riscatto, violenza fisica, etc.) commessi da gruppi armati o da singoli individui, in particolare dal Lord’s Resistance Army (LRA), i quali causano costanti spostamenti della popolazione. La LRA, milizia esterna originaria dell’Uganda, si è stabilizzata con la sua violenta e letale presenza nel Nord-Est del paese, nelle aree di confine con la Repubblica Centroafricana e il Sud Sudan, sin dal 2008. È stato stimato che questa milizia ha causato più di 5000 morti dall’inizio dell’anno. Altri gruppi armati nella provincia orientale, provincia in cui attualmente opera INTERSOS, sono i seguenti: ALPCU (Armée de libération du peuple congolais uni) in the Aru territory (Ituri district), FRPI (Force de résistance patriotique de l'Ituri) in the Irumu territory (Itrui district), ADF/NALU (Allied Democratic Forces/National Army for the Liberation of Uganda) in the Irumu Territory (Itrui district), Mai-Mai-Simba in the Mambasa territory (Ituri district), Mai-Mai-Major Luc and Mai-Mai-Toms (Tshopo district).

Negli ultimi quattro anni abbiamo potuto ampliare il nostro raggio di azione nella provincia Nord-Est della Repubblica Democratica del Congo per quanto riguarda le aree e i settori di intervento. Dal febbraio 2013, l’organizzazione è entrata nel distretto provinciale sud di Ituri, e dal gennaio 2015 nel distretto ovest di Tshopo. Oltre alla protezione (monitoraggio della protezione dalle violenze su base di genere (SGBV) per una coesistenza pacifica), INTERSOS è un attore chiave nel monitoraggio della protezione per tutta la provincia sin dal 2013. INTERSOS porta avanti durante un’emergenza attività di educazione (ristrutturazione/costruzione di scuole, rafforzamento degli enti/individui interessati all’educazione, reintegro dei bambini e degli insegnanti che hanno subito violenze armate), di logistica (ricostruzione degli edifici), e dal 2014 nel settore della sicurezza alimentare e della fornitura dei mezzi base di sostentamento (distribuzione di cibo tramite l’utilizzo di voucher d’acquisto e attività di supporto all’agricoltura attraverso gruppi di lavoro). Tutti gli interventi hanno lo scopo di dare un’assistenza almeno basica a chi ha subito violenze da parte di gruppi armati riconosciuti e non, locali o esterni come LRA, FRPI, ADF/NALU, Mai-Mai-Simba, con azioni specifiche di protezione dei civili, in particolari modo della parte più vulnerabile quali donne, bambini ed anziani.

INTERSOS attualmente sta concentrando i suoi sforzi nei territori Dungu, Faradie, Niangara (distretto Haut-Uele), nelle zone del Bondo e dell’Ago (distretto Bas-Uele), nelle i tutti i territori del distretto Ituri con un’ampia presenza nell’area di crisi del South Irumu e, infine, è attiva anche nella zona Bajwasende (distrettp Tshopo). È stato pianificato che nei prossimi due anni inizierà un programma di attività anche nella provincia del Nord Kivu situata vicino la provincia di Katanga, zona calda dell’azione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo.

Il programma di coordinamento è stato fatto dai i principali uffici di Bunia (distretto Ituri) e attraverso gli uffici sul campo nelle sono di Ango e Dungu.
 

Contesto

La Repubblica Democratica del Congo è tra i paesi dell’Africa in cui si registra una crisi umanitaria duratura, che per alcuni periodo può essere considerata cronica.

È stato così già dal primo afflusso di rifugiati Hutu avvenuto nel 1994 in seguito al genocidio in Ruanda, ed in particolare dalle regioni più ad est quali le province del North Kivu, South Kivu, Orientale, Maniema e Katanga, dove a livello umanitario e di sicurezza la situazione è molto instabile. Questo è dovuto principalmente alla moltitudine di milizie e gruppi armati, sia indigeni che esterni, che occupano il territorio poichè hanno diversi interessi, sia nazionali che internazionali, dovuti alla ricchezza di risorse presente nella regione. La prima e principale conseguenza di queste attività è il ricorrente spostamento di popolazione all’interno delle province, tra una regione e l’altra o addirittura verso gli stati limitrofi (Repubblica Centroafricana, Uganda, Sud Sudan).

I maggiori gruppi armati nella Provincia Orientale (PO), che attualmente costituisce la principale zona di intervento da parte di INTERSOS in Repubblica Democratica del Congo, sono: La LRA, acronimo che sta per “ Lord’s Resistance Army”, comandata dal leader Kony ed operante principalmente nei distretti Haut-Uele e Bas-Uele. Dopo decenni di sanguinose violenze contro i civili nel nord dell’Uganda, dal 2008 la LRA si è spostate nelle foreste nel nord della Repubblica Democratica del Congo per colpire e saccheggiare le popolazioni locali. Da allora questa milizia esterna attua nell’area dei distretti di Haut-Uele e Bas-Uele una sorta di guerriglia tattica contro gli autoctoni, cambiando spesso la propria strategia e perpetrando atrocità di ogni tipo ed entità. Il numero di soldati, la formazione e la direzione della LRA resta tutt’ora molto poco chiara.

(Per maggiori informazioni  su questo tema potete consultare il documento (in inglsese) INTERSOS sulla struttura per la protezione dei confini finanziata dalla DG ECHO della Commissione Europea tra il 2012 ed il 2013)

Le altre principali milizie nella provincia Orientale sono:

Distretto Ituri:ALPCU (Armée de libération du peuple congolais uni) nel territorio Aru, FRPI (Force de résistance patriotique de l'Ituri) nel territorio Irumu, ADF/NALU (Allied Democratic Forces/National Army for the Liberation of Uganda) nel territorio Irumu, Maï-Maï-Simba (ex- Maï-Maï-Morgan) nel territorio di Mambasa.

Tshopo district:Maï-Maï-Major Luc and Maï-Maï-Toms 

Tra i gruppi armati succitati il FRPI e l’ADF/NALU rappresentano attualmente le milizie più pericolose per la popolazione locale in termini di sicurezza e protezione. Il conflitto tra le froze armate regolari (FARDC) e i ribelli del FRPI sono iniziati nell’Agosto 2013, mentre contro l’ADF/NALU hanno avuto inizio nell’ultimo quadrimestre del 2014. Entrambe queste milizie colpiscono nell’area del Irumu e nelle zone confinanti del North Kivu.
Stiamo parlando di circa 200.000 sfollati interni e di un flusso aggiuntivo di circa 60.000 sfollati dai territori del Beni (North Kivu). Nel sud del territorio Irumu i principali attori umanitari (UNOCHA, Agenzie delle Nazioni Unitee ONG internazionali) considerano l’attuale situazione configurabile come crisi umanitaria le cui principali caratteristiche sono:
- La parte di popolazione più colpita: sfollati e comunità ospitanti ( circa l’87% degli sfollati viene normalmente accolta dalle famiglie situate nella zona est della Repubblica Democratica del Congo)
- I principali settori di intervento necessari: protezione, sicurezza alimentare, forniture di emergenza, rifugi, oggetti per l’igiene personale e provvigioni di acqua potabile.

Nell’area sono attivi altri gruppi armati per i quali risulta difficile comprenderne l’entità ed i movimenti. È quasi impossibile capire le loro strategie ed obiettivi, ma quello che è certo è che tutti loro hanno in comune pratiche illegali quali: il saccheggio, la violenza, i sequestri, i rapimenti a scopo di riscatto ed gli assassinii indiscriminati nei confronti delle popolazioni locali. Tutto questo rende il Nord-Est del paese una zona poco sicura e destabilizzata.

Un’altro grande problema nella regione è la costituzione di gruppi armati di autodifesa che sta avvenendo nelle regioni del Nord-Est. Che avviene a causa della scarsa presenza, e a volte completa assenza, di forze di sicurezza (polizia) e di controlli ai confini (forze armate nazionali), specialmente nelle zone rurali e più remote dove la popolazione locale ha deciso protegersi autonomamente contro violenze e crimini. Circolano molte armi, per questo non risulta difficile costituire gruppi armarti locali.
Il problema è come controllarli.
Ne conseguono inevitabilmente preoccupanti problemi di sicurezza.

Infine, il Nord-Est è soggetto ad un’altro problema politico di lunga data, che si concretizza nell’accettazione delle popolazioni nomadi da parte della Repubblica Democratica del Congo. La tribù nomade di Mbororo vive e migra continuamente nella parte nord-est del distretto di Dungu (Haut-Uele) e del distretto di Ango (Bas-Uele). Loro sono allevatori e commercianti di bestiame appartenenti alle tribù nomadi che si spostano, ogni anno, per l’intera regione Sub-Sahariana. Esiste una tensione continua tra la popolazione locale e gli Mbororo. Soprattutto perchè quest'ultimi sono sempre armati. Misura che adottano poichè ritengono necessario difendere il proprio bestiame dai saccheggiatori. L’incidente più recente avvenuto tra la comunità nomade e quella locale risale al dicembre 2012 verificatosi nella regione Doruma.

(Per maggiori informazioni potete leggere il report di INTERSOS a riguardo)

Interventi in corso

Protezione:

 Donatore: UNHCR

 Area di intervento: Provincia Orientale / distretti di: Haut-Uele, Bas-Uele, Ituri e Tshopo.

 Budget: 850000$

Beneficiari: sfollati interni (IDP), emigrati ritornati, rimpatriati e rifugiati della Repubblica Centroafricana

 Obiettivi:Il reintegro sostenibile per i rimpatriati congolesiLa promozione di una coesistenza pacifica tra le diverse comunitàIl rafforzamento della protezione e del supporto contro le conseguenze dovute ai conflitti armatiLa riduzione del rischio di violenze su base di genere e il potenziamento qualitativo degli interventi a riguardo

 Attività principali:

  • Il monitoraggio del contesto protettivo: identificare, documentare ed analizzare gli incidenti nella protezione
  • La fornitura di una prima assistenza e di un supporto orientativo alle vittime
  • La costruzione ed il rafforzamento delle capacità di protezione da parte degli attori locali, delle autorità e dei partner umanitari. In particolare per quanto riguarda la tutela per le violenze su base di genere e la promozione dell’incontro pacifico tra le diverse autorità
  • La sensibilizzazione delle comunità, delle autorità e dei partner in loco sulle norme basiche della protezione, le violenze di genere e la coesistenza pacifica

 Sicurezza alimentare e forniture di sostentamento basiche:

 Donatore: Pooled Fund/CHF

 Area di intervento: Provincia Orientale / distretti di: Haut-Uele, Bas-Uele, Ituri e Tshopo.

 Budget: 500000 $

 Beneficiari: sfollati interni (distribuzione di cibo tramite vouchers), emigrati ritornati e comunità ospitanti (attività agricole e forniture di kit base)

 Obiettivi: Obiettivi Generali:Miglioramento della situazione alimentare e dei mezzi basici di sostentamento per le popolazioni vulnerabili in stato di emergenza e/o direttamente colpiti dai conflitti armati

 Obiettivi Specifici:
È stata migliorata la situazione della sicurezza alimentare di 5.550 sfollati interni tramite la distribuzione delle razioni di ciboÈ stato ristabilito il sistema di mezzi di sostentamento per 2.650 famiglie ( 15.900 emigrati ritornati in stato di vulnerabilità e le famiglie ospitanti) allo scopo di riequilibrare la situazione socio-economica e favorire il reintegro nella società 

 Attività principali:

  • La distribuzione di razioni di cibo agli sfollati interni tramite l’utilizzo di comodi vouchers d’acquisto
  • La creazione di gruppi di lavoro formati da emigranti tornati e membri delle famiglie ospitanti
  • La distribuzione di kit agricoli (attrezzi e sementa) per i gruppi di lavoro
  • La formazione e la sensibilizzazione per i beneficiari in merito alle attività svolte
  • La formazione dei maggiori partner sulla distribuzione di cibo e sulle attività agricole

Intersos nel Paese

INTERSOS nel novembre 2010 ha avviato un intervento nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare nell’area di Doruma (distretto di Haut-Uele e provincia Orientale), focalizzato sulla protezione dei civili sfollati a causa dei conflitti e delle violenze commesse dalla “Lord’s Resistance Army” (LRA) e dagli altri gruppi armati presenti nel Nord-Est del paese.Il progetto iniziale, fondato dall’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), mirava ad identificare i villaggi con i maggiori bisogni umanitari e le mancanze in termini di sicurezza e i servizi basici quali: acqua potabile, servizi sanitari essenziali ed educazione primaria.
INTERSOS ha individuato, insieme agli altri attori umanitari, la società civile e i beneficiari stessi, le risposte e le implementazioni più appropriate, secondo necessità, avviando diversi progetti di impatto rapido (“Quick impact projects - QIP).

 Da allora, la missione ha ottenuto via via nuovi fondi da UNICEF (protezione dei bambini), ECHO (protezione e forniture basiche), Pooled Fund/CHF (educazione nelle emergenze, sicurezza alimentare e forniture basiche), WFP (logistica, sicurezza alimentare e forniture basiche) e Conferenza Italiana Episcopale - CEI (educazione nelle emergenze), ampliandosi sempre più con nuovi settori tecnici di intervento e nuove aree di azione (distretti nella provincia Orientale: Haut-Uele, Bas-Uele, Ituri e Tshopo).

Le attività precedenti:

Educazione:
Sono stati attivati tre progetti di educazione nelle emergenze finanziati dal Pooled Fund/CHF (meccanismo multi-donatore di fondi per la Repubblica Democratica del Congo) nella regione di Doruma (distretto Haut-Uele) nel 2011, lungo le aree Dungu-Dungu-Bitima (distretto Haut-Uele) nel 2012/2013 e nell’area di Banda (distretto Bas-Uele) nel 2013/2014. Le operazioni miravano a migliorare il sistema educativo in termini di infrastrutture (ristrutturazione e/o costruzione) e servizi (distribuzione di materiale, corsi di formazione e sensibilizzazione) per i bambini colpiti da violenza per mano di gruppi armati e in generale tutti i minori considerati in stato di vulnerabilità. Inoltre, era indirizzato ad aiutare le insegnanti tornate nei propri luoghi di origine, testimoni in prima persona delle atrocità vissute nei conflitti, ad essere reintegrate nel sistema scolastico.

Protezione:
Dai fondi UNHCR: Al progetto iniziale, finanziato dall’UNHCR e con il costante supporto di quest’ultima, hanno seguito altre attività di protezione nella regione durante anche tutto quest’anno. Il focus principale è stato sul monitoraggio della protezione e delle violenze di genere, sulla fornitura di materiale di assistenza, sul supporto psicologico e nel 2013 anche sulla prevenzione del virus HIV/AIDS.

Dai fondi ECHO:
Due progetti di protezione, finanziati dalla direzione ECHO della Commissione europea, sono stati avviati nel 2012/2013 con l’obiettivo di tutelare la popolazione locale colpita dalle violenze armate della LRA e dei gruppi presenti lungo il confine sudanese nel distretto Bas-Uele e Haut-Uele, con la stessa decisone con cui INTERSOS agiva allo stesso tempo nel Western Equatorian State in Sud Sudan. Questo progetto ha combinato attività di monitoraggio con il primo soccorso per le vittime di traumi dovuti ai conflitti armati, provvedendo al supporto psicologico e al loro reintegro socio-economico nella società.
Dai fondi UNICEF:
Tre progetti di protezione per i bambini sono stati finanziati da UNICEF e attuati nelle aree di Dungu-Duru-Bitima (distretto Haut-Uele) tra il 2012 e il 2014. L’intervento è stato destinato a gli ex-bambini soldato della LRA e degli altri gruppi armati, ai bambini orfani/abbandonati e in generale ai minori più vulnerabili, con lo scopo di fornire loro un supporto socio-psicologico, socio-economico e di reintegro nel sistema educativo, oltre alla fornitura di assistenza materiale. Sicurezza alimentare:
INTERSOS con una stretta collaborazione con il World Food Programme (WFP) ha avviato un progetto pilota per la sicurezza alimentare nell’area di Komanda-Luna (distretto Ituri) nel 2014. Queste sono ritenute zone di crisi, appartenenti alla provincia Orientale, sin dall’agosto 2013. La particolarità di questo progetto è stata l’implementazione di cibo per la prima volta esclusivamente tramite il sistema a vouchers, che in questo modo permette l’utilizzo delle risorse alimentari locali favorendo le attività commerciali della provincia ed in generale dei commercianti colpiti dai disagi dovuti ai conflitti. Nonostante il progetto abbia avuto esito positivo e durante la sua durata la situazione si era normalizzata, al concludersi delle attività il contesto è tornato purtroppo ad essere molto instabile.

Logistica:
Inoltre INTERSOS si è impegnata a fronteggiare una delle più grandi ed impegnative sfide nel paese, quella delle infrastrutture. Specialmente nella Eastern Region della Repubblica Democratica del Congo, che abbraccia la provincia Orientale, nel Nord e nel Sud Kivu, oltre alle aree del Katanga, le infrastrutture sono un’elemento chiave per gli attori umanitari per poter assistere i beneficiari degli interventi. L’accesso stradale costituisce un grosso ostacolo dovuto alla povertà di ponti e infrastrutture di transito. Inoltre, la provincia Orientale è soggetta ad una lunga ed intensa stagione delle piogge. Nonostante ciò, INTERSOS ha ricostruito due ponti nell’area tra Doruma e il confine con il Sud Sudan, grazie anche ai finanziamenti stanziati dal World Food Programme.

Attività correnti:

Protezione:
All’interno del partenariato chiave con l’UNHCR nel quadro del monitoraggio nell’intera zona della provincia Orientale (dal 2013), INTERSOS continua il suo impegno nel settore della protezione nella Repubblica Democratica del Congo. Al momento sono 80 gli operatori per il monitoraggio attivi nelle quattro principali aree (Haut-Uele, Bas-Uele, Ituri e Tshopo) in cui il livello di violazione dei diritti umani è particolarmente elevato a causa dei conflitti interni. Le operazioni di assistenza in loco prevedono anche specifiche attività di tutela contro le violenze di genere e di supporto per stabilire una coesistenza pacifica della popolazione locale.

Sicurezza alimentare e forniture di sostentamento basiche:
Da settembre INTERSOS ha avviato un progetto di sicurezza alimentare, finanziato da Pooled Fund/CHF, nelle zone i Komanda-Luna in mezzo alle zone di conflitto del South Irumu (disretto Ituri). Sulla base delle esperienze positive avute con i progetti pilota finanziati dal WFP nel 2014, INTERSOS ha presentato lo stesso progetto strategico combinandolo con un’importante fornitura di kit di sostentamento indirizzate agli sfollati interni e alle comunità ospitanti.

Testimonianze

1 Nov 2011

Dal 2010 INTERSOS opera nella Repubblica Democratica del Congo nella regione più a nord del paese, l’alto e basso Huelè, al confine con il Sud Sudan. Il 30 Ottobre, in...

9 Mag 2011

Sono iniziati i lavori per la riabilitazione del Centro salute di Masombo, a circa 45 km da Doruma nella provincia dell'Alto Uélé, estremo nord della Repubblica Democratica del...

12 Gen 2011

INTERSOS continua il suo impegno nelle aree della Rep. Democratica del Congo, al confine con il Sud Sudan, le aree più colpite dagli attacchi LRA negli anni passati e dove vivono...

21 Dic 2010

Natale si avvicina, ma qui a Doruma, i sentimenti delle persone non sono di certo come i “nostri” di pace ed allegria per la festa che sta per cominciare, per le vacanze in arrivo. No...

Approfondimenti

8 Mar 2011

Il direttore regionale Africa di INTERSOS, Marcelo Garcia, ha raccontato a Relief Web, il portale dell'Agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, la grave situazione nell’Alto Uél...

16 Dic 2010

Questo Natale bisogna fermare che si compia un nuovo massacro di civili in Africa centrale. E' l'appello lanciato alla Comunità Internazionale da INTERSOS insieme a 18...

15 Lug 2010

Anche le cose apparentemente inutili che normalmente finirebbero nella spazzatura possono aiutare a salvare delle vite in un campo profughi. Per esempio i contenitori di olio da cucina usati, con...

News

20 Mar 2015

Justine aveva 11 anni quando è stata rapita dagli uomini armati del LRA. Era una giornata come tante, stava andando al fiume con le due sorelle per pescare, quando sono...

21 Nov 2012
la città in mano ai ribelli dell'M23, migliaia di civili in fuga verso il Ruanda

La presa di Goma da parte dei ribelli del movimento M23 e' stata confermata dal nostro staff, rilocato ieri dalla citta' per motivi di sicurezza. Ci giungono inoltre notizie che...

19 Dic 2012
anche quest'anno, acquistando la cioccolata solidale, ci aiuterai a costruire scuole in Congo

Per Natale 2012 INTERSOS rilancia la campagna “Bambini Sì, Soldato No” per la costruzione di un nuovo complesso scolastico nel nord della Repubblica Democratica...

26 Giu 2012
il nuovo Espace Amis des Enfants a Duru è aperto dal 16 giugno

La giornata mondiale del bambino africano e’ stata celebrata anche da Intersos in RDCongo con l’inaugurazione dell’Espace Amis des Enfants, uno spazio per i...

19 Apr 2012
“Quest’anno abbiamo sostenuto la formazione primaria di circa 100 bambini” ci racconta Ludovico Gamarelli, capomissione Intersos in RDC “ma per il prossimo anno ci siamo posti l’obiettivo di arrivare a 400”

In Congo abbiamo scelto di sposare la causa dei bambini-soldato. Garantiamo ai bambini, che rischiano l’arruolamento forzato da parte della LRA, un accesso sicuro all’istruzione...

26 Mar 2012
Orfana a causa dell'LRA si è ribellata al tentativo di sfruttamento sessuale della nonna. E' una dei 100 bambini assistiti dal progetto Pooled Fund

Janette -il nome è di fantasia- è una ragazzina di 14 anni che vive con la nonna a Doruma, nel quartiere Zigbi, popolato principalmente dai profughi della guerra di Gangala. L’...

14 Feb 2012
I 7 edifici della scuola ora hanno bisogno dei banchi e delle lavagne

La scuola di Bakudangba, nella R.D. del Congo, è costruita! Grazie al sostegno di tanti di voi e al supporto di AUSER, i bambini congolesi dell'Alto Uelè, a rischio di...

26 Gen 2012
Risposta rapida a Weru e a Sugba, a circa 45 e 60 km a nord di Doruma

Una buona notizia dalla Repubblica Democratica del Congo, il nostro staff che si occupa di risposta rapida alle emergenze ieri ha inaugurato due ponti a Weru e a Sugba, a circa 45 e 60 km a nord...

4 Lug 2011

Nel distretto dello Uélé, all'estremo nord della Repubblica Democratica del Congo ogni giorno 300 bambini attraversano 12 chilometri di foresta...

14 Apr 2011

AIUTIAMO INSIEME I BAMBINI NELLA Rep.Dem del CONGO CON UN CLICK!

Clicca qui:...