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Mauritania

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Missione

PROGETTO MAURITANIA
Lun, 03/30/2015

La Mauritania è abitata dalle discendenze nomadi degli almoravidi e dei berberi insieme alle etnie africane che si sono stabilizzate nel sud del paese. Negli anni 80 iniziò una campagna discriminatoria contro la popolazione nera che ebbe il suo apice nel 1989, quando più di 36.000 di persone sono state obbligate a lasciare il paese. Solo negli ultimi anni il governo mauritano ha espresso l’intenzione di iniziare un processo di reintegro per tutti i rifugiati fuggiti.

Dal 2009, INTERSOS ha preso parte a questa procedura di rimpatrio e integrazione, che si è conclusa nel dicembre 2012, assicurando un ritorno sicuro e dignitoso ai rifugiati mauritani presenti in Senegal. L’interventodi INTERSOS nelle aere di recupero, principalmente nella Senegal River Valley, continua con un nuovo progetto iniziato nel 2014 per la destinazione dei terreni agricoli alle cooperative/fattorie delle comunità locali.

Contemporaneamente, in Mali, sono scoppiati scontri tra il governo ed il National Movement for the Liberation of Azawad. Il conflitto si è man mano esteso e ne hanno cominciato a far parte anche i gruppi terroristici islamisti AQMI, MUJAO e Ansar Dine, che intendono imporre la legge Sharia in tutto il paese. Con l’inasprirsi delle tensioni e l’avanzata delle forze islamisti, milioni di persone hanno cominciato a chiedere asilo nei paesi confinanti e in alcune aree sicure nel sud del Mali, mentre i governo chiedeva l’intervento militare da parte della Comunità Economica degli Stati Uniti D’Africa e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

 

Il 10 gennaio 2013 è intervenuto l’esercito francese, inizialmente con dei raid aerei e in un secondo momento spiegando le truppe di terra per supportare i militari malesi nella riconquista del Nord. Dal quel momento si sono intensificati i flussi migratori interni e verso i paesi vicini, quali Mauritania, Nigeria e Burkinafaso. Il conflitto è ancora in atto, con scontri spesso non lontani dai confini mauritani.

 

Dall’inizio del 2012, INTERSOS assiste proattivamente i nuovi rifugiati in Mauritania. Più di 52.000 persone hanno attraversato il confine per trovare protezione dal conflitto malese e si sono riversate nel campo di Mberra nel sud-est del paese, a 50 km dal confine con il Mali. INTERSOS è l’agenzia leader per la protezione e l’assistenza per le persone vittime di violenza e più vulnerabili in generale, in particolare donne e bambini, e provvede alla protezione dei minori attraverso la gestione dei servizi educativi e altre attività di coesione. Inoltre, dal 2014, INTERSOS ha rafforzato il suo intervento per i processi di agevolazione alla coesistenza pacifica tra i rifugiati e le comunità ospitanti, sia fuori che dentro il campo di Mberra.

Contesto

La Mauritania è uno dei paesi più poveri al mondo. Il suo territorio è quasi completamente desertico e ospita circa 3 milioni di abitanti. Il Nord del Paese è popolato da nomadi discendenti dagli Almoravidi e da Berberi mentre a Sud, la valle del fiume Senegal, l’unica area dove è possibile l’agricoltura tradizionale, è abitata da etnie africane come i Pulaar, i Wolof, i Soninke e i Bambara.

 

Durante la recessione economica degli anni ’80, la diminuzione delle risorse naturali e l’opportunismo politico portarono a una campagna di discriminazione nei confronti della popolazione nera del sud. Nel 1989 l’odio, le deportazioni, le espropriazioni e l’insicurezza costrinsero circa 50.000 persone a lasciare il Paese per trovare riparo in Senegal e Mali.

 

Queste persone, riconosciute ufficialmente con lo status di rifugiati da UNHCR, per anni hanno vissuto grazie agli aiuti delle proprie famiglie, del governo del Senegal e delle organizzazioni internazionali. Nell’ultimo periodo, nonostante le difficoltà economiche, l’instabilità politica e la minaccia della desertificazione, la popolazione della Mauritania sta lavorando duramente per migliorare la propria situazione. L’attuale governo, salito al potere attraverso un colpo di stato, è stato poi riconosciuto da elezioni democratiche. Con l’aiuto della comunità internazionale, il paese ha per la prima volta la possibilità di raggiungere uno sviluppo economico sostenibile e inclusivo.

 

A causa della siccità che ha colpito tutta la regione del Sahel nel 2011, la Mauritania si trova in una situazione di insicurezza alimentare elevata. Il 19 giugno 2012, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per rispondere alla crisi del Sahel per cui sono richiesti 1,6 miliardi di dollari per soccorrere i 18,7 milioni di persone in difficoltà.

 

Con l’inizio degli scontri tra l’esercito regolare maliano e il movimento nazionale di liberazione dell’ALZAWAD (MNLA) nel Nord del Mali, tra gennaio e febbraio 2012, è iniziato un afflusso costante di rifugiati, di etnia Tuareg e arabo berberi, nell’estremo sud-est della Mauritania che è andato via via aumentando in seguito alla partecipazione al conflitto dei gruppi di terroristi islamisti AQMI, MUJAO e Ansar Dine e, nel 2013, con l’intervento militare internazionale.
Solo recentemente il numero dei rifugiati sta decrescendo, la Mauritania infatti sta attualmente ospitando circa 48.000 individui, in particolare donne e bambini. Gli operatori UNHCR, con UNICEF e molte altre organizzazioni umanitarie nazionali ed internazionali, stanno lavorando con i rifugiati del campo di Mberra e le comunità ospitanti fornendo assistenza e supporto.

Interventi in corso

La fase di rimpatrio e di reintegrazione, di cui hanno potuto beneficiare 24.536 rifugiati mauritani di ritorno dal Senegal, si è conclusa a dicembre 2012.

 

Le attività di INTERSOS si focalizzano sull’assistenza ai rifugiati maliani accolti nel campo di Mberra. I principali settori di intervento sono: 

 

Servizi Comunitari:
le persone vulnerabili o con bisogni specifici sono identificate sia al momento della registrazione che una volta stabilitesi nel campo perché possano ricevere l’assistenza e la protezione di cui hanno bisogno nel rispetto della loro dignità. La comunità di rifugiati è resa partecipe il più possibile nei vari aspetti della vita del campo, incluse la pianificazione, la realizzazione e il controllo delle attività d’assistenza. Nel 2015 le attività per i servizi comunitari si concentreranno allo stesso modo sulla promozione della coesistenza pacifica tra i rifugiati e le comunità ospitanti.

 

Protezione:
dei meccanismi che permettono di identificare ed evitare i rischi di protezione nella popolazione più esposta (bambini, donne, vulnerabili, minoranze) sono studiati e attivati tenendo in considerazione i fattori specifici della popolazione del campo. Strategia specifica per la protezione dei minori e la prevenzione/risposta alle violenze su base di genere tramite un supporto costante. Con il sostegno dello staff specializzato, INTERSOS offre anche l’assistenza psicologica alle persone più vulnerabili ospitate nel campo.

 

Educazione:
INTERSOS si occupa della costruzione e del mantenimento di scuole e spazi per l’infanzia, come anche del reclutamento e della formazione di insegnanti e operatori sociali.

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Al centro dell’intervento di INTERSOS per l’educazione vi è un’approccio comunitario basato sulla partecipazione dei centri ricreativi per minori, delle associazioni per i genitori e di tutti i volontari appartenenti alla comunità. Per rafforzare la partecipazione dei bambini, INTERSOS assicura un progetto educativo per tutti gli studenti delle scuole primarie e del Child Friendly Spaces per i bambini.

Nel 2015 INTERSOS ha avviato un progetto pilota per l’alfabetizzazione degli adulti. Nello stesso tempo, da febbraio 2014, è stato avviato un intervento nelle regione della Senegal River Valley per agevolare l’accesso alle terre per gli agricoltori e gli allevatori delle cooperative locali.

 

Intersos nel Paese

INTERSOS ha iniziato le sue operazioni nel paese nel marzo del 2009 come partner di UNHCR. Nel corso degli anni ha continuato la sua collaborazione con l’Alto Commissariato a cui si sono aggiunti poi altri attori nei due contesti di intervento: rimpatri e rifugiati. Tra questi si contano l’UNICEF, il BPRM, il WFP – Programma Alimentare Mondiale, l’Agenzia per il rimpatrio dei rifugiati del Governo Mauritano ANAIR, e molte ONG internazionali e  locali.

 

L’obiettivo primario di INTERSOS al momento dell’apertura della sua missione in Mauritania era quello di rimpatriare e reintegrare, nel pieno rispetto dei diritti umani, circa 26.000 persone rifugiate in Senegal dalla fine degli anni ‘80. In tutto 106 convogli sono stati organizzati per il rientro di 24.536 persone che hanno tutte ricevuto l’assistenza necessaria durante tutta la fase del rimpatrio, e, una volta in Mauritania, sono state accompagnate nel processo di reintegrazione tramite progetti volti a garantire la scolarizzazione dei bambini, a formare professionalmente le persone per facilitare l’inizio di un’attività, anche grazie al micro credito, di modo da diventare membri attivi e autonomi nella comunità.

 

Dall’inizio del 2012, la presenza di INTERSOS si è resa necessaria con l’arrivo dei rifugiati maliani in seguito agli scontri con il MNLA prima, e i gruppi terroristi AQMI, MUJAO e Ansar Dine, poi. INTERSOS è sin da subito stata presente sul campo di Mberra, dove presta assistenza e protezione alle persone vulnerabili o vittime di violenza, garantisce l’educazione per bambini e ragazzi in età scolare, il supporto psicologico, i servizi comunitari, e, dal 2013, favorisce l’indipendenza economica della comunità attraverso attività di  formazione professionale.

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