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Mauritania

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Missione

PROGETTO MAURITANIA
Mer, 01/02/2013

La Mauritania è abitata da popolazioni nomadi discendenti dagli Almoravidi e dai Berberi e anche da alcune etnie africane, che si sono stabilite soprattutto nel sud del paese. Negli anni ’80 nel paese iniziò una campagna di discriminazione contro la popolazione nera, che ha raggiunto il suo apice nel 1989 costringendo circa 36.000 persone a lasciare il paese.

Negli ultimi anni il governo della Mauritania ha espresso l’intenzione di rimpatriare e reintegrare i rifugiati che al tempo scapparono dal paese. Dal 2009 INTERSOS ha quindi partecipato al fianco di UNHCR al processo di rimpatrio e di reintegrazione, che si è concluso a fine dicembre 2012, per il ritorno a casa in sicurezza e dignità da parte dei rifugiati mauritani.
 
 

Nel frattempo in Mali sono iniziati gli scontri tra il governo e gli indipendentisti del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (MNLA) la cui portata è via via cresciuta e ha chiamato in gioco anche gruppi di terroristi islamisti (AQMI, MUJAO, Ansar Dine) che hanno cominciato una lotta per l’applicazione della Sharia su tutto il paese. Gli scontri sempre più intensi, e le conquiste dei gruppi islamisti, hanno portato migliaia di persone a cercare rifugio nei paesi limitrofi o in zone più sicure nel sud del paese, e il governo a chiedere l’intervento di una forza militare internazionale alla CEDEAO e al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
 

Il 10 gennaio 2013, l’esercito francese ha iniziato, al fianco dell’esercito Maliano, un attacco volto alla riconquista del Nord del Mali, prima con bombardamenti aerei e poi con le truppe terrestri. I movimenti di popolazione interni al Mali e verso i paesi limitrofi, Mauritania in primis, Niger e Burkina Faso, si sono intensificati.
 

Dall’inizio del 2012, INTERSOS si è attivata per dare soccorso al nuovo flusso di rifugiati in Mauritania. Più di 54.000 persone in fuga dal conflitto in Mali, hanno attraversato il confine per trovare protezione e sono state accolte nel campo di Mberra, nell’estremo sud-est della Mauritania, a 50 km dalla frontiera. Nel campo, INTERSOS si occupa di garantire la protezione delle persone a bisogni specifici o vittime di violenza, soprattutto donne e bambini, e della costruzione e gestione di scuole e spazi dedicati a bambini e ragazzi.

Contesto

La Mauritania è uno dei paesi più poveri al mondo. Il suo territorio è quasi completamente desertico e ospita circa 3 milioni di abitanti. Il Nord del Paese è popolato da nomadi discendenti dagli Almoravidi e da Berberi mentre a Sud, la valle del fiume Senegal, l’unica area dove è possibile l’agricoltura tradizionale, è abitata da etnie africane come i Pulaar, i Wolof, i Soninke e i Bambara.
 

Durante la recessione economica degli anni ’80, la diminuzione delle risorse naturali e l’opportunismo politico portarono a una campagna di discriminazione nei confronti della popolazione nera del sud. Nel 1989 l’odio, le deportazioni, le espropriazioni e l’insicurezza costrinsero circa 50.000 persone a lasciare il Paese per trovare riparo in Senegal e Mali.

Queste persone, riconosciute ufficialmente con lo status di rifugiati da UNHCR, per anni hanno vissuto grazie agli aiuti delle proprie famiglie, del governo del Senegal e delle organizzazioni internazionali. Nell’ultimo periodo, nonostante debba affrontare difficoltà economiche, l’instabilità politica e la minaccia della desertificazione, la popolazione della Mauritania sta lavorando duramente per migliorare la propria situazione. L’attuale governo, salito al potere attraverso un colpo di stato, è stato poi riconosciuto da elezioni democratiche. Con l’aiuto della comunità internazionale, il paese ha per la prima volta la possibilità di raggiungere uno sviluppo economico sostenibile e inclusivo.
 

A causa della siccità che ha colpito tutta la regione del Sahel nel 2011, la Mauritania si trova in una situazione di insicurezza alimentare elevata. Il 19 giugno 2012, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per rispondere alla crisi del Sahel per cui sono richiesti 1,6 miliardi di dollari per soccorrere i 18,7 milioni di persone in difficoltà.
 

Con l’inizio degli scontri tra l’esercito regolare maliano e il movimento nazionale di liberazione dell’ALZAWAD (MNLA) nel Nord del Mali, tra gennaio e febbraio 2012, è iniziato un afflusso costante di rifugiati, di etnia Tuareg e arabo berberi, nell’estremo sud-est della Mauritania che è andato via via aumentando in seguito alla partecipazione al conflitto dei gruppi di terroristi islamisti AQMI, MUJAO e Ansar Dine e, nel 2013, con l’intervento militare internazionale seguito all’approvazione delle due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2071 e 2085.
 

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), l’UNICEF, e numerosi attori umanitari nazionali e internazionali, sono operativi sia nel punto d’ingresso alla frontiera che nel campo di rifugiati di Mberra per prestare tutta l’assistenza e l’aiuto necessari ai rifugiati in arrivo.

Interventi in corso

La fase di rimpatrio e di reintegrazione, di cui hanno potuto beneficiare 24.536 rifugiati mauritani di ritorno dal Senegal, si è conclusa a dicembre 2012.
 

Le attività di INTERSOS nel 2013 si focalizzano sull’assistenza ai rifugiati maliani accolti nel campo di Mberra.  I principali settori di intervento sono:
 

  • Servizi Comunitari: le persone vulnerabili o con bisogni specifici sono identificate sia al momento della registrazione che una volta stabilitesi nel campo perché possano ricevere l’assistenza e la protezione di cui hanno bisogno nel rispetto della loro dignità. La comunità di rifugiati è resa partecipe il più possibile nei vari aspetti della vita del campo, incluse la pianificazione, la realizzazione e il controllo delle attività d’assistenza.
     
  • Protezione: dei meccanismi che permettono di identificare ed evitare i rischi di protezione nella popolazione più esposta (bambini, donne, vulnerabili, minoranze) sono studiati e attivati tenendo in considerazione i fattori specifici della popolazione del campo.
     
  • Educazione: INTERSOS si occupa della costruzione e del mantenimento di scuole e spazi per l’infanzia, come anche del reclutamento e della formazione di insegnanti e operatori sociali.
     
  • Attività generatrici di reddito: al fine di garantire un minimo d’indipendenza e autonomia alla popolazione del campo, dal 2013 INTERSOS, ha inserito nei suoi progetti il finanziamento e la formazione professionale per gruppi di donne affinché possano iniziare una piccola attività che gli permetta di rispondere alle necessità personali e della propria famiglia. Inoltre, nei primi mesi del 2013 ha inizio un progetto pilota di allevamento bovino.

Intersos nel Paese

INTERSOS ha iniziato le sue operazioni nel paese nel marzo del 2009 come partner di UNHCR. Nel corso degli anni ha continuato la sua collaborazione con l’Alto Commissariato a cui si sono aggiunti poi altri attori nei due contesti di intervento: rimpatri e rifugiati. Tra questi si contano l’UNICEF, il BPRM, il WFP – Programma Alimentare Mondiale, l’Agenzia per il rimpatrio dei rifugiati del Governo Mauritano ANAIR, e molte ONG internazionali e  locali.
 

L’obiettivo primario di INTERSOS al momento dell’apertura della sua missione in Mauritania era quello di rimpatriare e reintegrare, nel pieno rispetto dei diritti umani, circa 26.000 persone rifugiate in Senegal dalla fine degli anni ‘80. In tutto 106 convogli sono stati organizzati per il rientro di 24.536 persone che hanno tutte ricevuto l’assistenza necessaria durante tutta la fase del rimpatrio, e, una volta in Mauritania, sono state accompagnate nel processo di reintegrazione tramite progetti volti a garantire la scolarizzazione dei bambini, a formare professionalmente le persone per facilitare l’inizio di un’attività, anche grazie al micro credito, di modo da diventare membri attivi e autonomi nella comunità.
 

Dall’inizio del 2012, la presenza di INTERSOS si è resa necessaria con l’arrivo dei rifugiati maliani in seguito agli scontri con il MNLA prima, e i gruppi terroristi AQMI, MUJAO e Ansar Dine, poi. INTERSOS è sin da subito stata presente sul campo di Mberra, dove presta assistenza e protezione alle persone vulnerabili o vittime di violenza, garantisce l’educazione per bambini e ragazzi in età scolare, e, dal 2013, favorisce l’indipendenza economica della comunità attraverso attività di  formazione professionale.

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