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Iraq

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Missione

Iraq
Lun, 05/09/2011

INTERSOS ha effettuato la sua prima missione in Iraq nel dicembre 2002. In quell’occasione è stata avviata una collaborazione con l’ospedale pediatrico universitario Al Mansur di Baghdad ed in particolare con il dipartimento di oncoematologia. Alla fine dei combattimenti siamo tornati in Iraq con un carico di medicinali e materiali sanitari per la pediatria il 14 aprile 2003, percorrendo una strada deserta, dal confine giordano a Baghdad, ed entrando in una città dove ancora roventi erano i segni della guerra. Ospedali pieni di feriti sistemati fin nell’atrio, mancanza di elettricità, mancanza di acqua.

Ci siamo ritornati per contribuire a rispondere ad alcuni dei bisogni più urgenti, ma anche con una precisa collocazione umanitaria. Non si è trattato di posizionamenti politici di parte, che non competono ad un’organizzazione umanitaria, ma di scelte di coerenza che hanno guidato Intersos. Ci siamo espressi a più riprese, denunciando la dispotica dittatura di Saddam ma ritenendo al contempo illegittime le forzature unilaterali al di fuori del contesto delle Nazioni Unite. Ci siamo quindi dichiarati contrari alla guerra e contrari all’invio di una forza militare italiana priva dell’indispensabile legittimazione internazionale. Abbiamo considerato le forze militari della Coalizione come vere e proprie forze di occupazione data l’assenza del mandato dell’Onu, e abbiamo rifiutato ogni contatto con i contingenti militari. Abbiamo poi valutato in modo estremamente negativo la superficiale conoscenza della realtà irachena che ha portato a scelte sconsiderate e cariche di gravi conseguenze, l’arrogante sottovalutazione del diritto internazionale umanitario, specie in un contesto in cui si intendeva portare diritto e democrazia, l’impreparazione e incapacità dimostrata dai nuovi occupanti nella gestione del paese, che ha continuato a lungo a soffrire della carenza dei servizi essenziali e delle opportunità di lavoro di fronte ad un crescente costo della vita, un’insicurezza diffusa ed incerte prospettive politiche.

Oggi, soprattutto nel sud dell’Iraq le condizioni di vita restano sconfortanti, con servizi di base assenti o di difficile accesso. Allo stesso tempo l’Iraq sta vivendo la transizione da una condizione di emergenza umanitaria a un contesto di potenziale ripartenza verso lo sviluppo. La strategia di INTERSOS mira non solo a fornire assistenza alle persone più deboli, ma anche a rafforzare le capacità della società civile e dei professionisti responsabili per migliorare la qualità e l’accesso ai servizi di base.

Dal 2004 grazie a un network di telemedicina tra Italia e Iraq nel settore della oncoematologia infantile, in collaborazione con l'Università "La Sapienza" - Policlinico Umberto I di Roma, gli ospedali, i medici e i bambini di Baghdad, Bassora e Erbil stanno beneficiando di cure aggiornate e canali on line di aggiornamento professionale e diagnosi a distanza. In considerazione dei buoni risultati raggiunti, nel 2011 il network è stato esteso anche all’Ospedale Pediatrico di  Dohuk.

Contesto

L’Iraq è in una fase di transizione: le condizioni nel paese stanno evolvendo in modo positivo, con tassi di violenza in discesa verso i livelli del 2003, insicurezza alimentare diminuita del 75% rispetto ai dati del 2005 e migliaia di rifugiati e sfollati che tornano alle loro comunità di origine. Nonostante questi miglioramenti, la crisi degli sfollati nel paese è ancora enorme. Centinaia di migliaia di famiglie irachene che hanno dovuto abbandonare la loro casa lottano ancora contro gli effetti del conflitto. Inoltre è ancora forte l’impatto di anni di sanzioni, privazioni, discriminazioni, povertà estrema e abbandono. Dalla fine del 2007, alcune famiglie di rifugiati e di sfollati sono riuscite a tornare nelle loro zone di origine, soprattutto nell’area di Baghdad, ma l’accoglienza e l’assistenza al reinserimento non sono stati adeguati. Molti hanno avuto problemi di sicurezza sulla via del ritorno, altri si sono ritrovati senza una casa in cui vivere perché le loro proprietà erano state occupate da altri. Alcuni sfollati hanno occupato case di altre persone, che si sono quindi trovate costrette a spostarsi altrove o occupare edifici pubblici, innescando un fenomeno difficile di migrazioni secondarie. Le pressioni sui rifugiati e sugli sfollati perché tornassero non è stata accompagnata da misure economiche e sociali che rendessero il rientro sostenibile. Inoltre, molti degli sfollati che si erano stabiliti nelle aree del sud ancora oggi, dopo tanti anni, non vogliono tornare nelle loro zone d’origine. La loro speranza è riuscire a integrarsi nella comunità che li ospita. Purtroppo continuano a vivere in condizioni terribili a causa della mancanza di servizi essenziali come acqua, servizi sanitari, cure mediche, scuole, strade asfaltate. La disoccupazione è uno dei problemi più gravi e colpisce tutta la popolazione. Nonostante continuino le tensioni nel centro dell’Iraq, la società civile sta fiorendo. Sono tantissime le ONG locali che, con entusiasmo e motivazione, stanno imparando gli aspetti fondamentali delle strategie organizzative e delle strutture del non profit e tutte componenti del ciclo di progetto.

Interventi in corso

Nel 2010 INTERSOS, in collaborazione con UNHCR, continua a offrire assistenza umanitaria e protezione agli sfollati, alle comunità ospiti e a coloro che fanno ritorno nel paese, nel sud e nel centro dell’Iraq. Forniamo alle persone più vulnerabili (donne sole con o senza bambini, anziani, disabili e altri) beni di prima necessità. Interveniamo per migliorare i servizi essenziali come acqua ed educazione e il sistema di documentazione. Inoltre ci impegniamo per il rafforzamento della società civile e delle ong locali. In questo senso, stiamo mettendo a disposizione delle Ong Irachene dei fondi controllati per la realizzazione di micro progetti di aiuto alla popolazione gestiti e amministrati direttamente dalle associazioni locali stesse. Per avere impatto sui villaggi più remoti e bisognosi del paese e favorire al contempo la crescita e la mobilitazione della società civile irachena.

Continua dal 2004 il programma di telemedicina, con l’obiettivo di supportare i centri oncoematologici di Baghdad, Bassora e Erbil. In collaborazione con l’Università “La Sapienza”- Policlinico Umberto I di Roma, Telbios, l’Agenzia Spaziale Europea, si effettuano regolarmente collegamenti via satellite tra medici iracheni e italiani, per consultazioni sui protocolli terapeutici e formazione a distanza. Il progetto è stato finanziato da: Task Force Iraq del MAE, Regione Lazio, fondi privati Intersos, con un significativo apporto volontario dei medici e personale del Policlinico Umberto I e di Telbios.

Per saperne di più visita la pagina 'Approfondimenti' relativi all'Iraq in questo sito.

Intersos nel Paese

LE ATTIVITÀ DI INTERSOS IN IRAQ DAL 2003 AD OGGI
 

1. Assistenza all'Ospedale pediatrico universitario di Baghdad e programma di telemedicina e e-learning (Maggio 2003 - in corso)
Si è provveduto a fornire farmaci necessari al trattamento delle leucemie e dei linfomi dei bambini/e assistiti e ad assicurare adeguata formazione e aggiornamento professionale al personale medico con corsi specialistici sia in Iraq che in Italia; è stato avviato un programma di telemedicina, in collaborazione con l’Università “La Sapienza”- Policlinico Umberto I di Roma, Telbios, l’Agenzia Spaziale Europea, con regolare collegamento via satellite tra medici iracheni e italiani, per consultazioni sui protocolli terapeutici e formazione a distanza.

2. Supporto al rimpatrio volontario, alla tutela e al reinserimento di rifugiati e sfollati iracheni nelle regioni meridionali (Luglio 2003 – in corso)
L'intervento, in collaborazione con l’UNHCR, ha due fasi. La prima volta a sostenere le famiglie di rifugiati che volontariamente optano per il ritorno dai paesi confinanti (Arabia Saudita e Iran) nei propri luoghi di origine, assistendole nell'accoglienza e nel reinserimento, con particolare attenzione ai casi più vulnerabili.
La seconda fase, dal 2006, si rivolge prevalentemente alle comunità sfollate che, in decine di migliaia di persone, hanno abbandonato le regioni centrali per trovare protezione e accoglienza in quelle meridionali, e alle comunità più bisognose e vulnerabili. Le attività consistono prevalentemente in: distribuzione di beni essenziali per l’igiene, la cucina, la conservazione dell’acqua ecc.; fornitura di materiali per la costruzione/sistemazione delle abitazioni e per la potabilizzazione dell’acqua; assistenza ai rifugiati che ritornano in patria; protezione, centri di assistenza sociale, iniziative di supporto psico-sociale; attività generatrici di reddito, addestramento professionale.

3. Risposta all’emergenza mine e ordigni esplosivi: informazione ed educazione al rischio (Luglio 2007 – dicembre 2009)
Data l’alta presenza di mine e ordigni esplosi nelle regioni meridionali dell’Iraq il programma, realizzato in partnership con l’UNICEF, prevede una serie di attività educative ai bambini (anche attraverso il gioco, rappresentazioni teatrali, filmati) sul pericolo rappresentato da tali ordigni e sulle regole di comportamento in caso di ritrovamento. Attraverso i bambini si raggiungono anche gli adulti nelle varie comunità. I bambini sono chiamati e responsabilizzati ad essere diffusori a loro volta, tra i loro coetanei, di quanto appreso. All'interno di questo intervento, Intersos in collaborazione con uno studio iracheno di Bassora ha realizzato un cartone animato per l'educazione dei bambini.

4. Sistema di risposta ai bisogni dei bambini in grave vulnerabilità e delle loro comunità nelle regioni meridionali (Maggio 2008 – novembre 2010)
Si tratta di un intervento in favore dei bambini iracheni nei Governatorati di Muthanna, Basrah, Thi-Qar, Qadissiya and Najaf nell’Iraq meridionale, in partnership con l’UNICEF, le autorità locali e le organizzazioni della società civile. La priorità è data alle comunità più povere e vulnerabili. Le attività si integrano con quelle previste dal progetto, in collaborazione con l’UNHCR, a sostegno degli sfollati interni e delle popolazioni vulnerabili negli sessi Governatorati, al fine di garantire una più ampia copertura dei bisogni.

5. Formazione di operatori sociali a Dohuk, Kurdistan (Novembre 2004 – Febbraio 2008)
Sono stati realizzati a Dohukn nella regione settentrionale del Kurdistan, 24 moduli formativi per la riqualificazione e formazione di operatori sociali, insegnanti e funzionari del Ministero degli Affari Sociali iracheno. Ogni modulo è stato dedicato all’approfondimento di uno specifico tema (disabilità, bambini di strada…) con l’obiettivo di delineare efficaci linee di azione per gli interventi operativi e di proporre innovazioni al curriculum formativo degli operatori sociali del ministero. Dei moduli formativi hanno beneficiato 414 operatori sociali e insegnati provenienti da tutte le regioni dell’Iraq. Il programma è stato realizzato con il sostegno finanziario dell’UNICEF.

6. Contributo all’edificazione del Centro accoglienza anziani di Baladiyat, Baghdad (2007)
Grazie al finanziamento della Task Force Iraq del MAE, si è provveduto al completamento della costruzione della casa di riposo per anziani bisognosi di Baladiyat, a Baghdad ed alla fornitura degli arredi necessari. Il progetto è stato realizzato in partnership con la diocesi cristiano-caldea di Baghdad.

7. Assistenza urgente agli sfollati interni nel Governatorato di Bassora (2007)
Sempre grazie al contributo della Task Force Iraq del MAE, sono stati assicurati cibo e assistenza a circa 9.000 persone sfollate nel Governatorato di Bassora dalle regioni centrali, ed in particolare dalle città di Baijy, Al-Anbbar, Ar-Ramady e Abu-Ghareb. Le attività sono state realizzate in partnership con l’Iraqi Aid Committee (IRAC). Si è provveduto alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità per un periodo di sei mesi.

8. Protezione dell'infanzia nelle periferie di Baghdad e Bassora (Agosto 2003 – Dicembre 2006)
L’intervento ha inteso creare spazi di socializzazione per bambini e ragazzi con lo scopo di alleviare, tramite attività ricreative ed educative e adeguato supporto psicologico, la tensione accumulata durante il periodo bellico, di contenere il fenomeno dei ragazzi di strada, di prevenire forme di devianza. Si tratta della costituzione, nei quartieri periferici più popolati, di centri di aggregazione con attività sportive, educative, artigianali e sociali. Il primo centro è già stato realizzato, con successo, nel quartiere di Baya'a a Baghdad, con presenze quotidiane di alcune centinaia di bambini/e e ragazzi/e e per un bacino di utenza di 12.000 dai 5 ai 18anni. Il secondo è stato avviato a Bassora, nel quartiere Muwafakia, nel febbraio 2004. Il progetto è stato realizzato grazie ai finanziamenti dell’UNICEF e delle Federazioni sindacali dei lavoratori bancari con l’ABI.

9. Squadre di intervento rapido per la bonifica dei terreni infestati da mine e ordigni esplosivi ed educazione sul pericolo mine nel Governatorato di Bassora (Giugno 2003 – Maggio 2006)
Il progetto ha potuto: garantire la sicurezza delle popolazioni nel territorio, bonificando le aree infestate da mine e altri ordigni esplosivi; formare squadre di operatori locali alle attività di sminamento e bonifica umanitari e fornire loro leattrezzature necessarie; educare, con appositi corsi per formatori e con materiale divulgativo, le persone (e in particolare i bambini) a sapersi comportare in modo corretto di fronte a mine e ordigni esplosivi. Il programma è stato finanziato da: ECHO, UNMAS-UNDP/Ministero Affari esteri, Campagna italiana contro le mine.

10. Riabilitazioni funzionali al ritorno dei profughi a Soulemaniya (Maggio-Dicembre 2005)
Con il supporto finanziario dell’UNDP, Intersos ha realizzato una serie di interventi di riabilitazione e risanamento del territorio nell’area di Soulemaniya, in vista del ritorno volontario di profughi curdi dalle aree centrali dell’Iraq ed in particolare dei profughi che hanno vissuto per circa vent’anni nel campo di Al Tash, nei pressi di Ar-Ramadi.
 
11. Assistenza ai profughi ad Al-Tash (Ar-Ramadi) (Dicembre 2003 – Luglio 2005)
Si è trattato di 914 famiglie di profughi iraniani kurdi (5370 persone), fuggiti dall'Iran nel '78-79, accolti prima nel Kurdistan iracheno e poi spostati daSaddam Hussein nei pressi di Ramadi nel 1982. La nuova situazione ha permesso loro il ritorno nel nord dell'Iraq, nelle aree contigue al confine iraniano dove chiedono di poter andare perché lì vivono le loro stesse tribù kurde. Intersos ha coordinato questa fase di transizione in vista del definitivo trasferimento al Nord iniziato all’inizio del 2005. 

12. Aiuto urgente alla popolazione di Falluja (Aprile - Maggio 2004)
Grazie alle contribuzioni raccolte dal Tavolo di Solidarietà con le popolazioni dell’Iraq, sono stati inviati medicinali e materiali medicali a Falluja.; si è prestata assistenza alle persone fuggite dalla città sotto assedio e rifugiatesi a Baghdad attorno alle moschee nei quartieri di Amrya, Khadra', Huria, Amel e Al Yarmuk, tramite la distribuzione di alimenti, medicinali, coperte, materassi, stoviglie, kit per l'igiene personale, recipienti per l'acqua potabile.

13. Attività di sostegno e formazione di Associazioni e Organizzazioni Non Governative Irachene (Settembre 2003 – Luglio 2004)
Con il supporto finanziario dell’Unicef e del Tavolo di Solidarietà Iraq, sono stati realizzati corsi di formazione per operatori e attività di supporto ad ONG locali: organizzazione e progettazione, amministrazione e gestione contabile, gestione del personale, logistica e acquisti, monitoraggio e reporting di progetto, finanziamento. Le ONG sono finalizzate all'impegno sociale nei quartieri poveri di Baghdad.

14. Aiuto urgente agli anziani rimasti soli (Maggio 2003 - Febbraio 2004)
Si è assicurato a cinque residenze pubbliche per anziani la fornitura di alimenti e medicinali, le riparazioni più urgenti delle infrastrutture, la formazione degli operatori sociali. Si tratta di cinque edifici a Baghdad, Mosul, Karbala,Ad Diwaniya, Bassora, per un totale di circa ottocento anziani rimasti soli, uomini e donne. L’intervento è stato realizzato con I contributi di: ECHO, Provincia di Trento, Federazioni sindacali dei Pensionati, AUSER.

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