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Iraq

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Missione

Iraq
Mer, 07/02/2014

INTERSOS ha effettuato la sua prima missione in Iraq nel dicembre 2002. In quell’occasione è stata avviata una collaborazione con l’ospedale pediatrico universitario Al Mansur di Baghdad ed in particolare con il dipartimento di oncoematologia. Alla fine dei combattimenti siamo tornati in Iraq con un carico di medicinali e materiali sanitari per la pediatria il 14 aprile 2003, percorrendo una strada deserta, dal confine giordano a Baghdad, ed entrando in una città dove ancora roventi erano i segni della guerra. Ospedali pieni di feriti sistemati fin nell’atrio, mancanza di elettricità, mancanza di acqua.

Ci siamo ritornati per contribuire a rispondere ad alcuni dei bisogni più urgenti, ma anche con una precisa collocazione umanitaria.  Ci siamo quindi dichiarati contrari alla guerra e contrari all’invio di una forza militare italiana priva dell’indispensabile legittimazione internazionale

Dal 2004 grazie a un network di telemedicina tra Italia e Iraq nel settore della oncoematologia infantile, in collaborazione con l'Università "La Sapienza" - Policlinico Umberto I di Roma, gli ospedali, i medici e i bambini di Baghdad, Bassora e Erbil stanno beneficiando di cure aggiornate e canali on line di aggiornamento professionale e diagnosi a distanza. In considerazione dei buoni risultati raggiunti, nel 2011 il network è stato esteso anche all’Ospedale Pediatrico di  Dohuk.

 

Da settembre 2013, con l'inasprirsi della crisi siriana, abbiamo concentrato il nostro intervento nell'area di Erbil, per portare assistenza e soccorso alle migliaia di rifugiati in fuga dal conflitto, che vivono nei campi allestiti per accoglierli. L'Iraq ospita oggi oltre 224.000 rifugiati siriani, il 97% dei quali si trova principalmente nei governatorari di Dohuk, Erbil e Sulaymaiyya, nel Kurdistan iracheno.

Inoltre le recenti violenze e gli scontri esplosi nel nord e centro del paese, tra il gruppo armato jihadista ISIS e le truppe governative, stanno causando un numero crescente di sfollati in fuga nel Kurdistan Iracheno: lo staff di INTERSOS sta predisponendo quanto necessario per garantire loro assistenza umanitaria e protezione nei campi e nelle aree urbane.

Contesto

La recente insorgenza del gruppo jihadista Isil (Stato Islamico dell'Iraq e del Levante) come potente forza politica e militare antagonista del governo centrale iracheno, ha sprofondato il paese in una profonda crisi politica che sembra essere l'inizio di un drammatico conflitto.

La notte del 6 giugno 2014 centinaia di uomini armati appartenenti a Isil hanno attaccato e conquistao Mosul, capoluogo della provincia di Ninive, nell'Iraq settentrionale. Nelle stesse ore altri jihadisti hanno lanciato un'offensiva su Ramadi, nella provincia di Al Anbar.

La situazione rimane estremamente tesa: il nord e centro del paese rimangono nelle mani dei jihadisti.

Gli scontri di Giugno hanno provocato una drammatica escalation, che ha costretto alla fuga oltre 500.000 persone.

Da Gennaio 2014, sono oltre un milione gli sfollati in Iraq, uno dei paesi con più sfollati interni al mondo. 

Migliaia di famiglie hanno abbandonato le proprie case per cercare rifugio nella Regione Autonoma del Kurdistan, che offre ospitalità già ad oltre 224.000 rifugiati siriani. Le famiglie hanno cercato rifugio sia nei campi allestiti sia nei contesti urbani, in alloggi privati.

Il Kurdistan rappresenta un'area sicuramente più stabile e più ricca di risorse tra quelle limitrofe: è una regione indipendente, amministrata dal Governo Regionale del Kurdistan che gode di una notevole influenza politica in questa regione. L'enorme flusso di persone in statao di necessità che si stanno riversando nel Kurdistan, tuttavia, sta pesantemente deteriorando la capacità di risposta umanitaria del paese.

Sfollati e rifugiati hanno bisogno di cibo e acqua, ripari, vestiti, assistenza e cure mediche, servizi di base.

 

Interventi in corso

Il nostro intervento in Iraq si concentra su diversi settori di assistenza alle migliaia di rifugiati e sfollati che hanno cercato rifugio nel Kurdistan.

Nei campi di Qushtapa, Basirma e Gawilan, che ospitano complessivamente più di 11.500 persone, distribuiamo alle famiglie rifugiate cibo e beni di prima necessità, per assicurare loro la stabilità e la sicurezza alimentare. 

Il personale INTERSOS identifica le persone più vulnerabili, che hanno maggiore bisogno di assistenza, per garantire loro i servizi di base, protezione e assistenza psico-sociale necessaria.

Lo staff di INTERSOS organizza, inoltre, campagne di sensibilizzazione e di promozione sociale per favorire il diretto coinvolgimento e la partecipazione dei rifugiati all'interno dei campi.

Coinvolgiamo bambini e adolescenti in attività ricreative, sportive ed educatuve all'interno di spazi dedicati ai più piccoli: spazi protetti e sicuri dove bambini e ragazzini imparano, socializzano, sviluppano la creatività e la manualità, condividono idee e discutono temi importanti per affrontare e superare l'emergenza umanitaria che li ha colpiti.

 

Intersos nel Paese

LE ATTIVITÀ DI INTERSOS IN IRAQ DAL 2003 AD OGGI
 

1. Assistenza all'Ospedale pediatrico universitario di Baghdad e programma di telemedicina e e-learning (Maggio 2003 - in corso)
Si è provveduto a fornire farmaci necessari al trattamento delle leucemie e dei linfomi dei bambini/e assistiti e ad assicurare adeguata formazione e aggiornamento professionale al personale medico con corsi specialistici sia in Iraq che in Italia; è stato avviato un programma di telemedicina, in collaborazione con l’Università “La Sapienza”- Policlinico Umberto I di Roma, Telbios, l’Agenzia Spaziale Europea, con regolare collegamento via satellite tra medici iracheni e italiani, per consultazioni sui protocolli terapeutici e formazione a distanza.

2. Supporto al rimpatrio volontario, alla tutela e al reinserimento di rifugiati e sfollati iracheni nelle regioni meridionali (Luglio 2003 – 2010)
L'intervento, in collaborazione con l’UNHCR, ha due fasi. La prima volta a sostenere le famiglie di rifugiati che volontariamente optano per il ritorno dai paesi confinanti (Arabia Saudita e Iran) nei propri luoghi di origine, assistendole nell'accoglienza e nel reinserimento, con particolare attenzione ai casi più vulnerabili.
La seconda fase, dal 2006, si rivolge prevalentemente alle comunità sfollate che, in decine di migliaia di persone, hanno abbandonato le regioni centrali per trovare protezione e accoglienza in quelle meridionali, e alle comunità più bisognose e vulnerabili. Le attività consistono prevalentemente in: distribuzione di beni essenziali per l’igiene, la cucina, la conservazione dell’acqua ecc.; fornitura di materiali per la costruzione/sistemazione delle abitazioni e per la potabilizzazione dell’acqua; assistenza ai rifugiati che ritornano in patria; protezione, centri di assistenza sociale, iniziative di supporto psico-sociale; attività generatrici di reddito, addestramento professionale.

3. Risposta all’emergenza mine e ordigni esplosivi: informazione ed educazione al rischio (Luglio 2007 – dicembre 2009)
Data l’alta presenza di mine e ordigni esplosi nelle regioni meridionali dell’Iraq il programma, realizzato in partnership con l’UNICEF, prevede una serie di attività educative ai bambini (anche attraverso il gioco, rappresentazioni teatrali, filmati) sul pericolo rappresentato da tali ordigni e sulle regole di comportamento in caso di ritrovamento. Attraverso i bambini si raggiungono anche gli adulti nelle varie comunità. I bambini sono chiamati e responsabilizzati ad essere diffusori a loro volta, tra i loro coetanei, di quanto appreso. All'interno di questo intervento, Intersos in collaborazione con uno studio iracheno di Bassora ha realizzato un cartone animato per l'educazione dei bambini.

4. Sistema di risposta ai bisogni dei bambini in grave vulnerabilità e delle loro comunità nelle regioni meridionali (Maggio 2008 – novembre 2010)
Si tratta di un intervento in favore dei bambini iracheni nei Governatorati di Muthanna, Basrah, Thi-Qar, Qadissiya and Najaf nell’Iraq meridionale, in partnership con l’UNICEF, le autorità locali e le organizzazioni della società civile. La priorità è data alle comunità più povere e vulnerabili. Le attività si integrano con quelle previste dal progetto, in collaborazione con l’UNHCR, a sostegno degli sfollati interni e delle popolazioni vulnerabili negli sessi Governatorati, al fine di garantire una più ampia copertura dei bisogni.

5. Formazione di operatori sociali a Dohuk, Kurdistan (Novembre 2004 – Febbraio 2008)
Sono stati realizzati a Dohukn nella regione settentrionale del Kurdistan, 24 moduli formativi per la riqualificazione e formazione di operatori sociali, insegnanti e funzionari del Ministero degli Affari Sociali iracheno. Ogni modulo è stato dedicato all’approfondimento di uno specifico tema (disabilità, bambini di strada…) con l’obiettivo di delineare efficaci linee di azione per gli interventi operativi e di proporre innovazioni al curriculum formativo degli operatori sociali del ministero. Dei moduli formativi hanno beneficiato 414 operatori sociali e insegnati provenienti da tutte le regioni dell’Iraq. Il programma è stato realizzato con il sostegno finanziario dell’UNICEF.

6. Contributo all’edificazione del Centro accoglienza anziani di Baladiyat, Baghdad (2007)
Grazie al finanziamento della Task Force Iraq del MAE, si è provveduto al completamento della costruzione della casa di riposo per anziani bisognosi di Baladiyat, a Baghdad ed alla fornitura degli arredi necessari. Il progetto è stato realizzato in partnership con la diocesi cristiano-caldea di Baghdad.

7. Assistenza urgente agli sfollati interni nel Governatorato di Bassora (2007)
Sempre grazie al contributo della Task Force Iraq del MAE, sono stati assicurati cibo e assistenza a circa 9.000 persone sfollate nel Governatorato di Bassora dalle regioni centrali, ed in particolare dalle città di Baijy, Al-Anbbar, Ar-Ramady e Abu-Ghareb. Le attività sono state realizzate in partnership con l’Iraqi Aid Committee (IRAC). Si è provveduto alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità per un periodo di sei mesi.

8. Protezione dell'infanzia nelle periferie di Baghdad e Bassora (Agosto 2003 – Dicembre 2006)
L’intervento ha inteso creare spazi di socializzazione per bambini e ragazzi con lo scopo di alleviare, tramite attività ricreative ed educative e adeguato supporto psicologico, la tensione accumulata durante il periodo bellico, di contenere il fenomeno dei ragazzi di strada, di prevenire forme di devianza. Si tratta della costituzione, nei quartieri periferici più popolati, di centri di aggregazione con attività sportive, educative, artigianali e sociali. Il primo centro è già stato realizzato, con successo, nel quartiere di Baya'a a Baghdad, con presenze quotidiane di alcune centinaia di bambini/e e ragazzi/e e per un bacino di utenza di 12.000 dai 5 ai 18anni. Il secondo è stato avviato a Bassora, nel quartiere Muwafakia, nel febbraio 2004. Il progetto è stato realizzato grazie ai finanziamenti dell’UNICEF e delle Federazioni sindacali dei lavoratori bancari con l’ABI.

9. Squadre di intervento rapido per la bonifica dei terreni infestati da mine e ordigni esplosivi ed educazione sul pericolo mine nel Governatorato di Bassora (Giugno 2003 – Maggio 2006)
Il progetto ha potuto: garantire la sicurezza delle popolazioni nel territorio, bonificando le aree infestate da mine e altri ordigni esplosivi; formare squadre di operatori locali alle attività di sminamento e bonifica umanitari e fornire loro leattrezzature necessarie; educare, con appositi corsi per formatori e con materiale divulgativo, le persone (e in particolare i bambini) a sapersi comportare in modo corretto di fronte a mine e ordigni esplosivi. Il programma è stato finanziato da: ECHO, UNMAS-UNDP/Ministero Affari esteri, Campagna italiana contro le mine.

10. Riabilitazioni funzionali al ritorno dei profughi a Soulemaniya (Maggio-Dicembre 2005)
Con il supporto finanziario dell’UNDP, Intersos ha realizzato una serie di interventi di riabilitazione e risanamento del territorio nell’area di Soulemaniya, in vista del ritorno volontario di profughi curdi dalle aree centrali dell’Iraq ed in particolare dei profughi che hanno vissuto per circa vent’anni nel campo di Al Tash, nei pressi di Ar-Ramadi.
 
11. Assistenza ai profughi ad Al-Tash (Ar-Ramadi) (Dicembre 2003 – Luglio 2005)
Si è trattato di 914 famiglie di profughi iraniani kurdi (5370 persone), fuggiti dall'Iran nel '78-79, accolti prima nel Kurdistan iracheno e poi spostati daSaddam Hussein nei pressi di Ramadi nel 1982. La nuova situazione ha permesso loro il ritorno nel nord dell'Iraq, nelle aree contigue al confine iraniano dove chiedono di poter andare perché lì vivono le loro stesse tribù kurde. Intersos ha coordinato questa fase di transizione in vista del definitivo trasferimento al Nord iniziato all’inizio del 2005. 

12. Aiuto urgente alla popolazione di Falluja (Aprile - Maggio 2004)
Grazie alle contribuzioni raccolte dal Tavolo di Solidarietà con le popolazioni dell’Iraq, sono stati inviati medicinali e materiali medicali a Falluja.; si è prestata assistenza alle persone fuggite dalla città sotto assedio e rifugiatesi a Baghdad attorno alle moschee nei quartieri di Amrya, Khadra', Huria, Amel e Al Yarmuk, tramite la distribuzione di alimenti, medicinali, coperte, materassi, stoviglie, kit per l'igiene personale, recipienti per l'acqua potabile.

13. Attività di sostegno e formazione di Associazioni e Organizzazioni Non Governative Irachene (Settembre 2003 – Luglio 2004)
Con il supporto finanziario dell’Unicef e del Tavolo di Solidarietà Iraq, sono stati realizzati corsi di formazione per operatori e attività di supporto ad ONG locali: organizzazione e progettazione, amministrazione e gestione contabile, gestione del personale, logistica e acquisti, monitoraggio e reporting di progetto, finanziamento. Le ONG sono finalizzate all'impegno sociale nei quartieri poveri di Baghdad.

14. Aiuto urgente agli anziani rimasti soli (Maggio 2003 - Febbraio 2004)
Si è assicurato a cinque residenze pubbliche per anziani la fornitura di alimenti e medicinali, le riparazioni più urgenti delle infrastrutture, la formazione degli operatori sociali. Si tratta di cinque edifici a Baghdad, Mosul, Karbala,Ad Diwaniya, Bassora, per un totale di circa ottocento anziani rimasti soli, uomini e donne. L’intervento è stato realizzato con I contributi di: ECHO, Provincia di Trento, Federazioni sindacali dei Pensionati, AUSER.

15.Assistenza umanitaria ai rifugiati siriani (Settembre 2013- in corso)

Con l'inasprirsi del conflitto siriano, INTERSOS ha concentrato il suo intervento nel Kurdistan iracheno per dare assistenza alle migliaia di rifugiati siriani nel campi di Gawilan, nel Governatorato di Dohuk, e nei campi di Basirma e Qushtapa, nel Governatorato di Erbil, che ospitano complessivamente oltre 11.500 persone. I progetti portati avanti dallo staff INTERSOS includono il management dei campi e provvedono a fornire servizi comunitari per garantire il benessere dei rifugiati che vivono all'interno dei campi.

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