RIABILITAZIONE DEGLI ACQUEDOTTI IN AFGHANISTAN: L'INTERVENTO DI INTERSOS

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RIABILITAZIONE DEGLI ACQUEDOTTI IN AFGHANISTAN: L'INTERVENTO DI INTERSOS

2 Ott 2012

La valle Astana, situata a 80 Km a nord di Maimana (capitale della provincia del Faryab) si estende per piu’ di 700 km2. Viene chiamata in lingua dari “Nonno Astana”, dal nome di un eminente leader locale del passato ed è caratterizzata dalla scarsità di fonti d’acqua potabile e dalla stagionalità dei corsi d’acqua che la attraversano, fattori che rendono proibitive le condizioni di vita per gli abitanti. Le comunità della valle si sono affidate ai Khandas, opere paragonabili a grandi pozzi di raccolta scavati lungo gli impluvi delle colline, e ai pozzi scavati a mano, oltre che ai rari punti d’acqua situati nella valle.
Prima della creazione del sistema di acquedotti da parte di INTERSOS, il tempo medio che le donne e i bambini della valle impiegavano per il quotidiano approvvigionamento d’acqua era superiore alle 5 ore.

INTERSOS ha sviluppato il primo progetto di acquedotto nella valle Astana nel 2003, costruendo delle captazioni di sorgente locate nei due villaggi di Big Moghaito e Small Moghaito. Il sistema raccoglie l’acqua proveniente da sorgenti che si mantengono pressoché costanti nel corso dell’anno e la distribuisce attraverso una rete di vasche di raccolta e smistamento a una ventina di villaggi, per un totale di famiglie beneficiarie che supera le 2000 unità. Il sistema, fortemente danneggiato dalle piogge torrenziali che hanno caratterizzato la primavera del 2010, è stato riabilitato da INTERSOS nel 2011-2012 e la sua lunghezza è stata aumentata fino al totale di 39 km.
Nella zona in cui si trova il villaggio di Sardaba, sono presenti altre sorgenti dalla cui captazione INTERSOS, nel 2005, ha costruito un altro acquedotto di 16 km costituito da vasche di raccolta e smistamento, riduttori di pressione e punti d’acqua. Opera che ha portato miglioramenti sensibili alla vita delle comunità (1300 le famiglie che ne hanno beneficiato), soprattutto per quanto riguarda la salute: in queste zone le condizioni igieniche sono critiche e per via della mancanza di acqua potabile il tasso di malattie dello stomaco e di diarrea è molto alto. Durante l’estate, l’unica possibilità di approvvigionamento d’acqua alternativo all’acquedotto è consentita dalla raccolta o della scarsa acqua piovana o di quella ormai contaminata dagli animali nei bacini di raccolta.

Quest’ultimo acquedotto, che aveva perso nel corso degli anni la sua efficienza soprattutto a causa di smottamenti che hanno incrinato le vasche di raccolta, è stato ulteriormente danneggiato dalle piogge torrenziali del 2010. INTERSOS ha pianificato un progetto per la riabilitazione dell’acquedotto di Sardaba e per realizzare altri 11 km, captando ulteriori 4 sorgenti e aumentando il numero di villaggi serviti. Non pochi sono, però, i problemi logistici: l'inverno, che in queste zone è particolarmente rigido (fino a -15°/-20° C) e costringe a bloccare i lavori fino all’arrivo della stagione calda; la generale difficoltà di accesso alle aree d’intervento dovuta alle scarse e mal ridotte vie di comunicazione che con le piogge diventano impraticabili; la disponibilità di manodopera, che nei periodi di semina e raccolto, diminuisce drasticamente.
Per prevenire il più possibile i danni causati all’acquedotto dagli eventi naturali, INTERSOS ha pianificato delle attività di Disaster Risk Reduction (DRR) attraverso la sensibilizzazione della comunità per rendere sostenibile e duraturo l’intervento. La campagna di sensibilizzazione mira principalmente allo sviluppo della vegetazione locale come risposta ai “flash floods”: quando piove, l'erosione è molto elevata e dalle colline scendono fiumi di fango, con grossi rischi anche per la popolazione, oltre che per i raccolti. Non piove spesso (le piogge sono concentrate in pochi mesi l'anno), ma ogni anno i danni sono ingenti e mettono in crisi l’unica fonte di guadagno, l’agricoltura.

Sempre per sviluppare la sostenibilità dell’intervento è stata pianificata una stretta collaborazione con il ministero per la valorizzazione e lo sviluppo rurale (MRRD) che avrà la responsabilità di provvedere ad avvisi tecnici e ai pezzi di ricambio, e la rivitalizzazione dei già esistenti “water committees”, composti dai capi dei villaggi interessati dagli acquedotti, con il compito di regolazione del flusso dell’acqua, di soluzione di eventuali dispute (la mancanza d'acqua spesso porta all’esasperazione le condizioni di vita e l'acuirsi dei conflitti tra le varie etnie e/o villaggi presenti sul territorio) e di garanzia dei lavori di manutenzione. 

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