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AGIRE: IN SIRIA SI RISCHIA IL DOPPIO FALLIMENTO

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AGIRE: IN SIRIA SI RISCHIA IL DOPPIO FALLIMENTO

13 Set 2012

Con l’inasprirsi degli scontri tra forze governative e gruppi armati di opposizione, la situazione umanitaria in Siria si è significativamente deteriorata. Secondo le Nazioni Unite sono almeno 2 milioni e mezzo le persone in Siria che necessitano di aiuti umanitari. Più di un milione sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni. Tra luglio e agosto, il numero di rifugiati nei paesi confinanti è raddoppiato: oggi oltre 245 mila siriani hanno trovato riparo in Turchia, Giordania, Libano e Iraq. Nel solo mese di agosto, almeno 100 mila hanno abbandonato il loro paese per sfuggire alle violenze e si sono registrati come rifugiati in paesi esteri.

Per far fronte a questa grave crisi, le agenzie umanitarie hanno incrementato la loro attività di assistenza e soccorso, sia all’interno della Siria che nei paesi confinanti. Tuttavia non sono solo le condizioni di sicurezza e la difficoltà di accesso e movimento a rendere difficile la distribuzione degli aiuti ai siriani. Anche la poca generosità finora dimostrata dai paesi donatori impedisce alle organizzazioni umanitarie di portare avanti il loro compito in modo efficace.

Lo scorso 7 settembre, le Nazioni Unite hanno incrementato il loro appello umanitario per la Siria da 180 a 347 milioni di dollari, per adeguarlo al raddoppio del numero di persone da assistere dal mese di luglio a oggi. Il piano si concentra su progetti di salute, cibo, riabilitazione alle infrastrutture, servizi comunitari, educazione e alloggio a Homs, Hama, Idlib, Damasco, Deir Ezzo e Aleppo, così come in altre aree che ospitano grandi numeri di sfollati. 

Al momento, l’appello risulta coperto solo al 29,9%. Esiste un secondo appello delle Nazioni Unite, dedicato all’assistenza ai rifugiati nei paesi confinanti, che sarà presto aggiornato per comprendere nuove esigenze finanziarie. Anch’esso risulta largamente sottofinanziato: su 193 milioni di dollari richiesti, i paesi donatori hanno finora reso disponibile solo il 54% delle risorse. Circa 6,3 milioni di dollari sono stati inoltre allocati attraverso l’Emergency Response Fund (ERF) delle Nazioni Unite. L’ERF è attualmente esaurito e occorrono nuovi investimenti dai paesi donatori per continuare a sostenere gli interventi in corso in Siria e nei paesi confinanti. Ulteriori appelli di raccolta fondi sono stati lanciati dal Movimento Internazionale della Croce Rossa e da numerose organizzazioni non governative internazionali. AGIRE ha a sua volta lanciato un appello di raccolta fondi in Italia per sostenere l’impegno di 9 ONG presenti in Siria, Giordania e Libano.«Dopo 18 mesi di fallimenti della comunità internazionale nel tentativo di metter fine al conflitto in Siria, è indispensabile che tutti gli sforzi siano messi in campo per affrontare seriamente le conseguenze umanitarie provocate dalla crisi» sostiene Marco Bertotto, direttore di AGIRE.
Ma di fronte alla scarsità delle risorse messe a disposizione delle agenzie umanitarie è sempre più alto il rischio di un doppio fallimento della comunità internazionale, che si sta dimostrando al tempo stesso impotente nella soluzione del conflitto e inadeguata nel soccorso alle popolazioni colpite. «Mentre il nuovo inviato di Nazioni Unite e Lega Araba, Lakhdar  Brahimi, inizia oggi al Cairo il suo difficile incarico sulla Siria, la comunità internazionale affronta il rischia un doppio fallimento. L’incapacità di portare soccorso ai 2,5 milioni di siriani che hanno urgente bisogno di aiuti umanitari è un chiaro segnale di scarsa responsabilità e rischia di compromettere credibilità e leadership dell’intera comunità internazionale nella risoluzione del conflitto in Siria» conclude Marco Bertotto.
 AGIRE - Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, ha lanciato un appello di raccolta fondi per sostenere  l’operato delle 9 ONG del network impegnate in programmi di assistenza umanitaria in Siria e nei paesi confinanti (ActionAid, CESVI, CISP, GVC, Intersos, Oxfam, Sos Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes e VIS).
Da alcuni giorni è attiva la numerazione solidale 45500
per sostenere gli interventi delle ONG a favore dei profughi siriani con una donazione di 2 euro tramite sms da cellulari TIM, Vodafone, 3, Poste Mobile, CoopVoce, Tiscali e Nòverca o chiamando da rete fissa Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e TeleTu. La numerazione sarà attiva fino al 25 settembre.

E’ possibile offrire il proprio sostegno anche attraverso i seguenti canali:

  • On-line: con carta di credito, Paypal o PagoInConto (per clienti del gruppo Intesa Sanpaolo) sul sito www.agire.it
    In banca:
    con bonifico bancario su conto corrente di Banca Prossima intestato ad AGIRE ONLUS, Via Aniene 26/A - 00198 Roma. IBAN: IT64 R 03359 01600 100000013915 Causale: “Emergenza Siria”, oppure presso le agenzie delle Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo utilizzando il codice “Grande Beneficiario” 9660 per ottenere la gratuità dell’operazione.
    In posta: con bollettino postale sul conto corrente postale n. 4146579, intestato ad AGIRE ONLUS, Via Aniene 26/A - 00198 Roma.

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